Luciano De Crescenzo (Napoli18 agosto 1928[ – Roma18 luglio 2019) è stato uno scrittoreregistaattore cinematografico italiano. Prima di dedicarsi alla saggistica e al cinema, svolse la professione di ingegnere

Nacque nel quartiere San Ferdinando, nella zona di Santa Lucia, il 18 agosto 1928 (anche se suo padre ne registrò la nascita due giorni dopo, il 20), precisamente in via Generale Giordano Orsini al civico 40, nello stesso stabile dove un anno dopo nacque Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, insieme al quale frequentò le scuole elementari[4]. Nella sua autobiografia raccontò che i genitori si sposarono piuttosto tardi, essendosi conosciuti attraverso "presentazione fotografica" (le nozze furono combinate da una famosa sensale dell'epoca, Amalia 'a Purpessa)[5]. Da giovane lavorò nella ditta di guanti gestita dal padre, che aveva imparato l'arte di intagliatore di pelli in un opificio del rione Sanità. Durante la Seconda guerra mondiale la famiglia De Crescenzo si spostò a San Giorgio a Liri, nei pressi di Cassino, poiché il padre riteneva che questo luogo sarebbe stato più sicuro di altri: "un ventre di vacca" (le cose andarono diversamente, infatti Cassino fu rasa al suolo e i centri circostanti subirono gravi danni).

De Crescenzo alla manifestazione anti fast food a Roma nel 1986 insieme a Giorgio Bracardi

Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo ginnasio statale Jacopo Sannazaro, si laureò in ingegneria idraulica col massimo dei voti presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II; fu allievo di Renato Caccioppoli, il quale lo convinse a scegliere ingegneria idraulica, poi un amico lo convinse a studiare anche elettronica per avere maggiori possibilità di trovar lavoro[. Prima di trasferirsi a Milano, tuttavia, il futuro scrittore ebbe modo di sperimentare le difficoltà applicative della sua laurea: non riuscendo a trovare adeguata sistemazione nel campo geologico-geotecnico, svolse attività differenti, come il venditore di tappeti in un negozio nei pressi di piazza del Municipio, a Napoli, e persino il cronometrista alle Olimpiadi di Roma, nel 1960[.

Dopo tale periodo, accettò di trasferirsi nel capoluogo lombardo, dove, nel 1961, venne assunto all'IBM, rimanendovi per diciotto anni, in qualità di addetto alle pubbliche relazioni. Promosso dirigente, ad un certo punto, nel 1976, capì la sua vera vocazione, ovvero quella di scrittore divulgatore. Decise quindi, nel 1979, di lasciare il suo lavoro e dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, favorito anche dall'interessamento di Maurizio Costanzo, padrino della sua prima opera, Così parlò Bellavista[9]. Grazie anche alla partecipazione al talk show Bontà loro condotto da Costanzo e ad altre manifestazioni pubbliche, fra il 1976 e il 1977 il suo libro vendette oltre 600 000 copie e fu tradotto anche in giapponese, diventando un vero e proprio caso letterario

Nel corso degli anni Luciano De Crescenzo divenne così un autore di successo internazionale. Pubblicò in totale cinquanta libri, vendendo 18 milioni di copie nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi. Tra questi una lunga serie di romanzi (Oi dialogoi del 1985, Sembra ieri del 1997, La distrazione del 2000), cui si aggiungono opere di saggistica divulgativa (Storia della filosofia greca - I Presocratici del 1983, Storia della filosofia greca - Da Socrate in poi del 1986, Storia della filosofia medievale del 2002, Storia della filosofia moderna - da Niccolò Cusano a Galileo Galilei del 2003, Storia della filosofia moderna - da Cartesio a Kant del 2004, Il pressappoco del 2007, Il caffè sospeso del 2008, Socrate e compagnia bella del 2009), Ulisse era un fico del 2010, Tutti santi me compreso del 2011, Fosse 'a Madonna del 2012, Garibaldi era comunista del 2013, Gesù è nato a Napoli dello stesso anno e Ti porterà fortuna del 2014[ Nel 1998, con l'opera Il tempo e la felicità edita da Mondadori, vinse il Premio Cimitile.

De Crescenzo testimonial del Videotel SIP, 1988

Luciano De Crescenzo affiancò sempre alla sua attività di scrittore quella di divulgatore, capace di far avvicinare anche i più inesperti alle innovazioni portate dall'informatica e ai problemi sollevati dalla filosofia antica; oltre ai suoi numerosi libri, nel corso degli anni ottanta e novanta condusse trasmissioni televisive come Bit - Storie di computer e Zeus - Le Gesta degli Dei e degli Eroi, che si proponevano di coniugare divulgazione e divertimento. Nel 1994 la città di Atene gli conferì la cittadinanza onoraria, proprio per i suoi lavori di divulgazione sulla filosofia greca. De Crescenzo s'interessò anche alla filosofia medievale e, in minor misura, a quella moderna e contemporanea. Nel corso della sua lunga carriera presentò cinque programmi televisivi e collaborò a varie testate giornalistiche.

Nel 1995 Forza Italia gli propose di candidarsi tra le sue file, ma egli preferì rifiutare; negli ultimi anni si schierò più volte apertamente, invitando a votarli, con i Radicali di Emma Bonino[ Si definiva ateo cristiano[13]. Negli ultimi anni soffrì di una malattia neuropsicologica, la prosopagnosia, che non gli permetteva di riconoscere i volti delle persone conosciute[14]. È morto il 18 luglio 2019 al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dove era ricoverato da alcuni giorni per una polmonite. Dopo i funerali, celebrati il 20 luglio a Napoli nella basilica di Santa Chiara[ le ceneri sono state tumulate, secondo le sue volontà, nel cimitero di Furore, sulla costiera amalfitana[.